OTTICHE E RETICOLI

In questo articolo trattiamo:

 

INGRANDIMENTI FISSI E VARIABILI.

Per chi vuole cimentarsi in discipline quali il Bench Rest od il Field Target, si rende necessaria l'adozione di un'ottica di puntamento adeguata.
Le ottiche possono essere ad ingrandimento fisso (es. 4x32) oppure ad ingrandimento variabile (es. 3-12x44).

I numeri sopra esposti come esempio indicano rispettivamente l'ingrandimento (4x) ed il diametro dell'obiettivo frontale (32 mm).
Qui sotto è riportata l'immagine dell'ottica KONUS 4x32.


Nell'ottica ad ingrandimento variabile riportata sopra ad esempio, gli ingrandimenti possono variare da 3x a 12x ed il diametro dell'obiettivo frontale è di 44mm.
Nell'immagine qui sotto è riportata l'immagine dell'ottiga AGS 3-12x44. Si può vedere la ghiera numerata che consente la regolazione degli ingrandimenti.

Su entrambe le ottiche sono visibili le "torrette" (protette da un tappo di chiusura) che consentono l'aggiustamento del punto di mira. Ovvero il posizionamento del centro del reticolo che deve collimare con il punto d'impatto del proiettile.

Nel Bench Rest sono consentite ottiche con ingrandimento fisso o variabile con un massimo di 6x.

Nel Field Target invece vengono utilizzate ottiche con ingrandimenti piuttosto spinti (anche 32x) anche se le distanze dei bersagli non superano quasi mai i 50 metri.
Questa situazione è dettata dal fatto che ad alti ingrandimenti la messa a fuoco del bersaglio consente una stima molto precisa della distanza.

E' infatti vietato l'uso di telemetri o di altri strumenti che consentano una stima sicura della distanza, quindi l'utilizzo degli ingrandimenti e messa a fuoco dell'ottica è l'unico mezzo consentito.
Sempre per questo motivo sono preferite le ottiche con messa a fuoco tramite una terza torretta laterale (SWAT, Side Wheel Adjustable Turrett), sulla quale è possibile montare una ruota di largo diametro, ove segnare con maggior precisione le distanze di messa a fuoco.
Per comprendere meglio i motivi di tali tecniche, si rimanda alla sezione di questo stesso articolo dove trattiamo la correzione della parallasse.

 

RETICOLI.

I reticoli possono essere di diverso tipo.
Qui sotto è riportata la lista dei tipi di reticoli più usati.

I più usati nelle discipline con armi ad aria compressa sono:
Il cosshair, il duplex, il 30/30 (o wide-duplex), ed il Mil-dot.

Il reticolo 30/30 si presta bene un po' a tutte le discipline ove serve un'ottica di puntamento, ed in particolare nel Bench Rest, ove le distanze sono fisse (25 o 50 yarde).


REGOLAZIONE DELLE TORRETTE ALZO/DERIVA.

Questo tipo di reticolo quindi si tara bene su una distanza fissa. Per collimarlo su distanze diverse i tiratori di norma prendono nota di quanti gliri e "clicks" devono ruotare la torretta dell'alzo (in senso orario o anti-orario), in modo ti farsi una tabella delle regolazioni.
Nelle ottiche di buona qualità i "click" sono misurabili in 1/4 MOA, dove MOA sta per Minute Of Angle (ovvero minuti d'anglo) che sarebbero la sessantesima parte (1/60) di un grado. Quindi 1/4 MOA (un quarto di un sessantesimo) sarebbe 1/240 di grado.

E' sottointeso che il punto di impatto del nostro proiettile è anche influenzato dal peso della palla e dall'energia erogata dalla propria specifica arma.
Quindi le regolazioni fatte su di un'arma, non sono quasi mai ripetibili su un'arma diversa. Inoltre le regolazioni fatte usando un tipo di pallino (es. Domed da 8,3 grani) non saranno mai ripetibili con pallini diversi (es. Wadcutter da 7,7 grani). Le differenze sono sensibilmente diverse proporzionalmente alla distanza del bersaglio.

RETICOLO MIL-DOT E STIMA DELLE DISTANZE.

Un'altro tipo di reticolo molto apprezzato nell'aria compressa è il Mil-dot.
Il nome sta per Milradian dot, ovvero punti in milli-radianti.

La distanza tra un punto e l'altro, ovvero dal centro del reticolo al primo punto è quindi un millesimo di radiante.
Per chi necessita una breve ripassata sulla trigonometria, diremo che un radiante è quella porzione di cerchio (arco) la cui lunghezza è uguale al raggio.
Così facendo abbiamo stabilito una proporzione geometrica che ci consentirà di valutare le distanze. Vi sono 6,28 (2 x PiGrego) radianti in un cerchio.

Facciamo un breve esempio.
Con la nostra ottica inquadriamo un uomo la cui immagine è misurabile in 2,5 mils (punti milradian).

Supponiamo che l'altezza media dell'uomo sia di 1,80 metri.
Ora riportiamo questa misura ad 1 milradian, ovvero: 1,80 : 2,5 = 0,72
Essendo un "mil" un millesimo di radiante, un radiante sarà 0,72 x 1000 = 720
Essendo a sua volta un radiante uguale al raggio, possiamo dire che l'uomo si trova ad una distanza di 720 metri da noi.

Per quanto riguarda le ottiche con ingrandimenti variabili, i reticoli Mil-dot sono tarati a specifici ingrandimenti dichiarati dalla casa costruttrice dell'ottica.
Infatti la misura non è identica per tutti gli ingrandimenti, visto che si ingrandisce l'immagine del bersaglio ma non l'immagine del reticolo.
Per esempio l'ottica BUSHNELL 6-24x40 ha il reticolo Mil-dot tarato per l'ingrandimento 12x.

Questo significa che le stime delle distanze fatte con l'ingrandimento 6x andranno dimezzate, mentre quelle fatte con ingrandimento 24x andranno raddoppiate.

Il reticolo Mil-dot è anche un comodo strumento per la valutazione dei punti di mira a diverse distanze, senza dover ricorrere alla taratura delle torrette e quindi alla relativa stesura di tabelle dei "click".

Questa caratteristica è particolarmente apprezzata dai tiratori di Fiel Target, che hanno per ogni piazzola di tiro 3 o 4 sagome, ciascuna posta a distanze diverse.
Nell'immagine qui sotto è riportato il grafico di taratura di una carabina Weihrauch HW 977K con ottica AGS 3-12x44 Mil-dot IR.
Nella parte sinistra della figura è riportato una porzione del reticolo Mil-dot, quale riferimento ai punti di mira.

La curva è stata costruita su 5 punti.
Il centro del reticolo è stato tarato sui 25 metri e poi sono stati rilevati i punti di impatto a 4, 8, 15 e 35 metri.
Congiungendo i punti rilevati (reticolo o "asse delle Y") con le distanze dei bersagli (asse delle X), si è potuta tracciare una specie di curva di taratura (linee color magenta).
Così facendo siamo in grado di estrapolare con discreta precisione i punti di mira sul reticolo per le distanze di 10, 20 e 30 metri (linee in azzurro), anche se di fatto non sono stati provati sul campo.

L'andamento della curva di taratura ci rende l'idea di quanto sia parabolica la traiettoria balistica del pallino lanciato con un'arma depotenziata (di libera vendita) a 173 m/s.

 

RETICOLI ILLUMINATI.

Infine due parole sull'uso dei reticoli illuminati (IR, Illuminated Reticle).
Il reticolo illuminato è utile quando lo sfondo su cui si staglia il bersaglio rende difficile la lettura dei punti del reticolo.
Questo avviene principalmente durante la caccia o durante le sessioni di Field Target, ove i bersagli possono essere in ombra, mentre una forte luce solare circostante riduce la possibilità di contrasto del nostro occhio.

Il reticolo illuminato torna utile anche durante il tiro notturno, ove nel buio è difficile seguire le linee nere del reticolo.

Nella foro qui sotto è raffigurata un'ottica AGS VIP-IR con reticolo illuminato a due colori (rosso o verde).

Sopra al tubo dell'oculare, dietro alla ghiera degli ingrandimenti variabili, è visibile la torretta dell'illuminatore del reticolo.
In questo modello sono presenti 5 regolazioni di intensità per l'illuminazione in colore rosso oppure verde.

 

REGOLAZIONE ED ANNULLAMENTO DELLA PARALLASSE.

Come dice la parola stessa la parallasse è l'asse parallela della linea ottica di mira con la linea della canna che, ovviamente essendo montata l'una sopra l'altra, non sono sullo stesso piano. E' quindi facile intuire che quando tariamo un punto di mira ad una certa distanza non facciamo altro che identificare il punto in cui questi due assi si incontrano, anche se dobbiamo sempre tener presente che la traiettoria balistica del nostro proiettile non è comunque una retta, bensì una curva parabolica.

La messa a fuoco del bersaglio aiuta a diminuire l'effetto dell'asse parallelo per un limitato range di distanze, mentre per le ottiche ad ingrandimento fisso e prive di messa a fuoco, il fenomeno è più marcato.
Ovviamente le ottiche ad ingrandimento fisso e prive di messa a fuoco sono di norma utilizzate nel Bench Rest, ovvero laddove il bersaglio è sempre posto alla medesima distanza, e quindi non è necessario agire per correggere la parallasse.

Nel Field Target invece i bersagli sono continuamente posti a distanze molto divese tra loro (da 8 a 50 metri), e per determinati range di distanza (es. tra 20 e 30 metri) e quando la traiettoria è più "tesa" come ad esempio nel tiro con armi full-power, la correzione della parallasse consente di non variare quasi per nulla il punto di mira.

Da qui bisogna cogliere la sottile differenza che esiste tra la messa a fuoco e la correzione della parallasse.

All'inizio dell'articolo abbiamo accennato di come nel Field Target si prediligano ottiche con la terza torretta laterale di messa a fuoco.
Abbiamo anche accennato che sulla terza torretta SWAT (correttore di parallasse) si sia soliti montare una ruota di largo diametro ove segnare con precisione le distanze. Cosa ottenibile con efficacia ai massimi ingrandimenti.

La stessa tecnica si può efficacemente adottare per la torretta di regolazione dell'alzo, utilizzndo una ruota di diametro inferiore (solo per ragioni di ingombri meccanici) sulla quale marcare i settaggi di correzione della parallasse alle varie distanze, in modo da mantenere sempre il centro del reticolo sul centro del bersaglio.
La foto qui sotto riporta un esempio di tale tecnica.

Sulla torretta superiore i segni in rosso si distinguono da quelli in blue per un giro completo di torretta, altrimenti ci si potrebbe confondere.
Con analoga tecnica sulla torretta laterale vi sono le stime precise delle distanze basate sulla messa a fuoco ad alti ingrandimenti.