Dopo le prime manifestazioni di FT italiane, voglio descrivere meglio gli aspetti di questa nuova disciplina accennati brevemente nei resoconti sportivi, e per comprenderne appieno la filosofia, iniziamo dalla sua nascita storica e geografica e trasferiamoci nel Regno Unito nei primi anni '70.
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Vorrei accompagnare il lettore nella scoperta e pratica del Field Target con una serie di brevi
scritti, sfortunatamente le uniche pubblicazioni inerenti tale sport sono in lingua inglese
quindi a queste farò maggior riferimento indicandone le fonti per chi gradisca ulteriori approfondimenti,
(Airgun Field Target Shooting, Les Herridge e Ian Law Field Airgun Shooting, Jemes Marchington). |
Le prede spaziano dai volatili piccioni e corvi ai roditori topi e conigli selvatici, prede che generalmente
vengono definite come nocive, ovvero in caso di riproduzione incontrollata o in particolari contesti ecologici
possono arrecare gravi danni alle attività agricole.
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I praticanti questa attività venatoria trovarono utile confrontarsi fra loro al di fuori delle battute di caccia, in un primo tempo con bersagli cartacei, niente di classico con cerchi concentrici e l'infimo e sfuggente dieci, bensì una rappresentazione pittorica delle prede con l'indicazione dei punti vitali. La definizione di punto vitale o Kill Zone, assume particolare importanza nel abbattere eticamente un seppur piccolo animale con un proietto del peso di pochi decimi di grammo, la potenza di queste armi in UK non può superare i 16J per non ricadere nella normativa delle armi da fuoco, quindi, assoluta precisione. |
Non si può neppure sperare in una rapida ripetizione del colpo, quasi esclusiva la presenza di armi ad aria compressa
monocolpo o con alimentazione bolt action. In breve tempo si desiderò avere un sistema visivamente più appagante di una
sagoma cartacea, insomma qualcosa doveva essere abbattuta, non dimentichiamo che parliamo di cacciatori non di fanatici
della mouche, si adottarono sagome metalliche in cui è presente un foro di diametro variabile da 15 a 40 mm
(dovrei per coerenza indicare tali valori in misure imperiali, non nascondo certo un mio astio per questo sorpassato
sistema di conteggio), colpendola si attiva un meccanismo che abbatte la preda seppur virtuale, ovviamente è possibile
riposizionare il bersaglio tramite una cordicella di riavvio, diciamo subito che se è facile colpire la sagoma molto più
impegnativo è attingere la Kill Zone, forse per questo si spiega l'espressione dei concorrenti che sentendo un netto colpo
metallico restano frustrati vedendo la sagoma ancora eretta.
Anche la zona di svolgimento di queste disfide è rapidamente cambiata, certo non doveva essere spiacevole assaporare una
birra in un tipico pub della campagna britannica e farsi due “tiri” o con le freccette o con una carabina ad aria compressa,
però il posto era stretto e alcol e armi non vanno mai d'accordo. Quindi se è una simulazione di caccia giusto è che venga
praticata nel suo ambiente più consono: boschi e campi, insomma zone aperte rurali. Mettendosi a confronto non solo con la
disciplina del tiro ma anche con gli eventi atmosferici o la morfologia che non sempre ricorda una sicura e salda piazzola
di tiro.
la difficoltà è stabilire la distanza del bersaglio, le armi ad aria compressa sono caratterizzate da una traiettoria arcuata
per la ridotta velocità del proiettile, ovvio che per colpire una zona circolare del diametro minimo di 15 millimetri è
indispensabile stimare lo spazio intercorrente fra il tiratore e il bersaglio per apportare le appropriate correzioni al
punto di mira.
Il FT ha poi abbandonato la piccola isola per sbarcare negli States, in Europa e quindi anche in Italia. Per il nostro panorama
legislativo in materia armigera è stato facile adottare il regolamento FT scritto in Germania, anch'essi hanno una normativa
che prevede attrezzi sportivi, ovvero armi ad aria compressa con potenza inferiore a 7.5J.
Il regolamento tedesco, presentato molto umilmente dalla federazione teutonica come regolamento europeo, prevede innanzitutto
la suddivisione in 4 classi, ovvero 4 tipologie d'arma in funzione del sistema propulsivo (molla – gas precompresso) e potenza
(inferiori o superiori a 7.5J), la gara si svolge lungo un percorso ove sono individuate piazzole di tiro da cui il concorrente
ingaggia i bersagli abbattibili, ogni piazzola può presentare un numero di bersagli variabile da 1 a 3.
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Il numero minimo di bersagli è 12 per le armi con potenza inferiore a 7.5 J e 25 bersagli per le armi con potenza superiore a 7.5J,
anche la distanza di tiro varia in funzione della potenza dell'arma passando da 25 metri a 50 metri. Il diametro della Kill
Zone passa da 40 mm fino a 15 mm, in tal caso la distanza di tiro non può essere superiore a 15 metri. |
I concorrenti affrontano il percorso o singolarmente o in gruppi di tre partecipanti accompagnati da un giudice di gara,
(nelle manifestazioni informali uno dei concorrenti può, a rotazione, assumere la funzione di giudice) attribuendo un
punto per ogni sagoma abbattuta, zero punti per ogni tiro che non ne determini in ribaltamento, è consentito un solo
tiro per ciascun bersaglio.
Le norme sull'abbigliamento lasciano ampio spazio e libertà interpretativa, ma si consiglia fin d'ora di abbandonare
l'uso di giacche da tiro essendone previsto il divieto già dalla prossima stesura del regolamento Italiano, effettivamente
se il Field target è una simulazione di caccia più consono è l'abbigliamento informale di battuta. Bene, tante parole sul
FT, ma resta sempre da affrontare il come, il dove e quanti (euro). Ovviamente serve un arma ad aria compressa e la scelta
si fa subito complicata, è infatti possibile indirizzarci o verse un prodotto di libera vendita e quindi senza i numerosi
adempimenti burocratici e le varie restrizioni d'uso oppure verso armi ad alta potenza equiparate dal punto di vista
normativo alle armi da fuoco, la scelta non preclude la partecipazione alle gare di FT del panorama italiano o europeo,
essendo previste differenti categorie in funzione della potenza così come per il differente sistema propulsivo.
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Più o meno tutti avranno imbracciato una classica arma ad aria compressa a molla (spring per gli anglosassoni), tali modelli caratterizzati da un prezzo di acquisto allettante, semplicità meccanica e possibilità notevoli di accuratizzazione da parte dell'appassionato mostra il loro lato debole per la minore precisione e difficoltà, inteso come sforzo fisico, nel caricamento, allo sparo le reazioni sono “maschie” e i loro effetti sulla rosata si accentuano al crescere della potenza, per questo consiglio di investire i propri soldi, se affascinati dal mondo delle molle, su quella fascia di armi cosi dette di libera vendita (fra i modelli più diffusi e affidabili ricordiamo la Weihrauch nei modelli HW 77K, HW 97K oppure la Air Arms TX200). |
Dall'altra parte abbiamo armi in cui il sistema propulsivo del pallino è dato da aria compressa contenuta in apposito serbatoio ad alta pressione (200 atm), scattare con un prodotto di questa tipologia lascia sorpresi, nessuna reazione o vibrazione, peraltro la precisione si paga con un prezzo leggermente più elevato e la preclusione ad affrontare interventi meccanici di studio o affinamento da parte dell'appassionato medio (il mercato offre Air Arms S400 oppure CZ 200 S). Ora che abbiamo scelto l'arma dobbiamo installare un sistema di mira, ovviamente niente diottra o mire metalliche, e la cosa si complica non poco, ma semplificando bisogna rispettare i seguenti punti: Robustezza, soprattutto con armi spring il sistema ottico deve reggere alle violente reazioni allo sparo. Ingrandimenti, indispensabile un ottica variabile con ingrandimenti passanti dal 4x per giungere al 18X ed oltre. Messa a fuoco, il cosiddetto correttore di parallasse è INDISPENSABILE, può essere montato o sulla lente frontale o su una terza torretta, la posizione incide sul prezzo e (a mio avviso) poco sulla comodità d'uso.
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Regolazioni, le torrette, in particolare l'alzo, devono essere azionabili a mano libera e possibilmente di dimensioni generose
(validi i modelli Bushnell Trophy 6-18x40 oppure Hawke Target 8-32x44). |
Le operazioni di montaggio e taratura dell'ottica, potranno essere fatte dall'armiere o da voi con un minimo di manualità,
per chi è digiuno delle nozioni basilari dovrà pazientare e attendere i prossimi capitoli di questa serie, oppure sbirciare
su quell'enciclopedia telematica che è il web Non resta che provare il tutto sul campo, si ma dove? Per allenamento individuale
può essere sufficiente un qualunque spazio domestico anche coperto con una linea di tiro di almeno 12 metri, ma il meglio si
ha all'aperto, anche un giardino spazioso serve allo scopo. Attenzione, seppur armi ad aria compressa, è necessario seguire sempre
i dettami di sicurezza e comportamento, fondamentale è verificare che la traiettoria del proiettile non costituisca
MAI un pericolo per cose e persone. L'alternativa ad un allenamento individuale è mettersi in contatto con
F.T.I. (Field Target Italia)
, al cui indirizzo web www.fieldtarget.it potremo conoscere il calendario delle gare e
manifestazioni italiane e l'ubicazione dei primi campi FT sul territorio nazionale.
Al nostro prossimo incontro illustreremo come installare un sistema di mira ottico, le principali operazioni di taratura e
il calcolo della traiettoria in funzione della distanza, farò anche un breve cenno alle più elementari modalità di accuratizzazione
per gustare al meglio un arma ad aria compressa con funzionamento a molla.
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Alessandro Signorini. |